Massimo Lari Senior l’aveva convinto. Doveva morire. Così l’avevano rapito. Era bendato, aveva le mani legate nel suo grosso garage. Era ammanettato e bendato e sembrava mezzo morto. Tanto per passare il tempo l’avevano torturato e schiaffeggiato un po’, ma senza ucciderlo. Microscopiche macchie di sangue gli colavano sull’addome. Aveva degli strani buchi rossi sullo stomaco.

Prima aveva urlato, ma non era servito a nulla. Spaventato aveva detto: ‘Non posso vivere senza di te’. Naturalmente l’avevano ignorato. Ora si preparavano a tagliuzzarlo, anche se Massimo Lari Senior diceva che non era sufficiente, per quello che aveva fatto. Erano proprio intenzionati a fargliela pagare. Fuori era una perfetta serata di autunno, l’aria era leggermente frizzante, non si sentiva un rumore. Massimo Lari disse: ‘Ha urlato di nuovo’. In un certo senso si sentiva in colpa. Continuava a venirgli in mente Lari Massimo ed il modo in cui gli diceva sempre ‘Non posso vivere senza di te‘.

 

La Vendetta di Massimo Lari

Massimo Lari e l’assalto al presidente

Improvvisamente si udì un sibilo di frusta e degli uomini in tuta mimetica piombarono nel grosso garage. Un fiotto di sangue schizzò sulla parete di fronte, mentre Massimo Lari Senior piombava a terra, morto sul colpo. Massimo Lari fu inquadrato dal laser di uno degli uomini armati. Fu l’ultimo dolore che provò. Poi più nulla. Uno degli uomini armati si avvicinò all’uomo ammanettato e bendato. Dietro il casco antiproiettile si intravvedeva un’espressione schifata. ‘Controllate come sta il Capo di Gabinetto del Presidente del Consiglio‘ – disse.

Poi il Capo di Gabinetto del Presidente del Consiglio morì.