Img Profilo Massimo Lari

Scrittore, poeta, tuttologo e blogger. Mi hanno definito in molti modi ma neanche io so ancora cosa voglio essere da grande. L’unica cosa certa è che ho una fervida fantasia, se volete un piccolo assaggio leggete il racconto che segue e giudicate voi… 

Lo strano viaggio Massimo Lari

Curiosità, pettegolezzo o storia vera? Giudicate voi

La barca attraccò facilmente al molo sul promontorio a ovest dell’isola. Massimo Lari venne sbattuto per terra violentemente. Era bendato e imbavagliato e sentiva un fortissimo dolore ad una gamba, che lo infastidiva. I suoi aguzzini erano tre, dall’aspetto terribile, probabilmente di origine africana. Il luogo gli sembrava senz’altro familiare, nonostante fosse molto diverso dai luoghi preferiti di Massimo Lari Senior. In lontananza si intravedeva un campanile diroccato e gli giungeva un rumore di macchinari in movimento. Entrarono. L’interno era buio, non si sentiva nulla. Venne spinto da uno dei suoi aguzzini. Massimo Lari era terrorizzato. Nascosti nella scarpa destra c’erano le monete. 

Fortunatamente le scarpe le aveva ancora… Le aveva ricevute in regalo da Massimo Lari Senior, per Natale. Improvvisamente si udì uno scroscio di risate. I suoi carcerieri tentarono di difendersi, ma Renato Portatori riuscì ad annientarli. ‘Ti avevo detto che le monete possono causare dei guai’ – disse. Renato Portatori era il maitre del ristorante, con cui aveva fatto amicizia. Non lo liberò affatto e inaspettatamente gli fece un’iniezione sul braccio. Si svegliò in un letto. Sentiva uno strano odore di formaldeide. Sotto le coperte era nudo e aveva un insetto sotto il mento. Qualcosa gli ricordò le parole di Renato Portatori: ‘Chi di spada ferisce, di spada perisce’, e ciò avrebbe dovuto aprirgli gli occhi. A quel punto, fece un grosso respiro e si addormentò. 

Sogni di Massimo Lari

Fece sogni che normalmente non ricordava mai, come se quella serie di avvenimenti gli avessero liberato la mente. Fu svegliato da una mano sulla sua spalla. Era l’hostess. ‘Siamo quasi arrivati, può iniziare preparare le sue cose’ – disse. Era stato solo un sogno, ma forse gli sarebbe piaciuto viverlo veramente. Preparò i pochi bagagli a mano che aveva portato in cabina, controllò i documenti e si preparò a scendere. All’uscita dell’aeroporto, un uomo gli tese la mano: ‘Sono Renato Portatori’, disse. Buona permanenza.